sabato 5 aprile 2014

2% di batteria

Ah, i bei tempi del Nokia 3330! 
Per quanto lo usassi, la batteria durava per giorni. Se lo usavi poco, tipo me perché ero troppo sfigato e tirchio per mandare mille SMS al giorno, durava addirittura una settimana intera.
Poi, di punto in bianco, hanno deciso che il telefono non poteva essere utilizzato solo per chiamare e mandare SMS. Si incominciò con il Wap e poi con gli schermi a colori, poi con le fotocamere, ecc.
Ma quello che ha veramente messo a dura prova le batterie dei nostri cellulari è stato il 3G. 
Sono state sviluppate milioni di applicazioni perennemente collegate alla Rete che ciucciano la batteria. CIUCCIANO FORTE!

Gli orsi polari sono orsi vecchi, quindi si lamentano sempre.

La cosa più brutta è che siamo totalmente condizionati da questo fenomeno. Io in primis. Se non ho la batteria al 100% non esco di casa. Quando sono in giro e vedo la batteria scaricarsi muoio un po' dentro.

È inutile fare discorsi moralisti del tipo "dovremmo usare di meno i cellulari e invece parlare con i nostri amici". ILLUSI! Ormai siamo già schiavi della tecnologia.

Ma non disperate, ci sono due soluzioni disponibili. O andate sempre in giro con un caricabatterie e fate la figura dei pezzenti chiedendo alla cassiera del bar "Scusa, non è che posso mettere il telefono sotto carica?".
Oppure comprate un caricabatterie portatile tipo questo (sì, lo so, sembra un vibratore) e passa la paura.

Tipo adesso, dovrei uscire però non penso di farlo fin quando la batteria non arriva almeno all'80%. ALMENO!

venerdì 4 aprile 2014

How I met your mother

Tranquilli, non vi svelerò il finale.

How I met your mother - Alla fine arriva mamma, è sicuramente stata una delle serie più importanti ed esilaranti degli ultimi tempi.

Quello di cui vorrei parlarvi è della tendenza delle serie televisive statunitensi di non finire mai. MAI. MAI.
C'era veramente bisogno di nove, e ripeto, nove stagioni per raccontare la storia di come Ted Mosby ha incontrato l'amore della sua vita? Io dico proprio di no. Infatti, io sono arrivato a vederla fino alla settima stagione. 
Come mi sono stufato io, chissà quanti altri. Secondo me, questo spiega il finale raffazzonato. Tutti si erano stufati, ma proprio tutti. Avevano allungato troppo il brodo. Ma non dirò altro.
Guardatelo e poi ditemi che cosa ne pensate. 


giovedì 3 aprile 2014

Quando una storia finisce

[Attenzione articolo serio]

Sinceramente non so se ne dovrei parlare qui, la Rete mi ha già causato molti problemi in passato. Quello che si scrive qui, in un modo o nell'altro, può essere potenzialmente letto da tutti e persino da chi non vorresti.
In ogni caso, voglio condividere con voi un insegnamento che ho imparato dalla vita: per quanto ci si sforzi, una storia se non va, non va e non si può fare assolutamente nulla per evitarlo.

Sono sempre andato contro tendenza. Come un salmone. Mentre la società diventava sempre più egoista "io cerco una persona simpatica" "io cerco una persona bellissima" "io voglio...", "io pretendo...". Io, io, io. 
 
Il sottoscritto, un po' come Amélie, si è sempre sentito un martire. Sono forse uno dei pochi che è sempre sceso a patti. Più di una volta ho messo da parte l'orgoglio e ho dato ragione a mia sorella, a mia madre, ai miei professori e infine ai ragazzi. Ho sempre anteposto il benessere degli altri. Il morbo del crocerossino è una brutta bestia.
È bello vedere qualcun altro sorridere grazie a te, vedere qualcun altro stare bene proprio per te. E penso che continuerò a farlo, nei limiti.

Però, c'è un però. La vita mi ha insegnato che a volte bisogna lasciar perdere. Non prendetemi alla lettera, non smettete mai di lottare per i vostri sogni, semplicemente valutate bene quali sono i vostri veri sogni.

Siate sempre onesti con voi stessi e anche con gli altri. L'onestà è importante.

[Fine articolo serio]

martedì 1 aprile 2014

Pesce d'aprile

- Tesoro non ti amo... ti ho tradita con la segretaria.
- ...
- ...mi dispiace
- Me l'avevi quasi fatta! È sicuramente un pesce d'aprile!
- Già... haha, mi hai scoperto!

Morale: mai svelare un tradimento il primo d'aprile. Non vi crederà nessuno! Mai, mai, mai!

Infatti, al posto di fare i soliti scherzi che non fanno ridere neanche le iene ridens, perché non ne approfittate per sfogarvi con le persone che più vi stanno antipatiche.
Tipo "come sei brutto. Pesce d'aprile!".
Oppure per fare qualche confessione che non vi fa dormire la notte, tanto non vi crederanno mai. Tipo "ti ho rubato mille euro. Pesce d'aprile!", "ieri ti ho tampinato per tutto il giorno e ho passato tutta la notte a fissarti mentre dormivi. I tuoi capelli profumano di buono. Pesce d'aprile!".

Esemplare di pesce-orso d'aprile.
Io, ora che ci penso, non ho mai ricevuto un pesce d'aprile degno di questo nome. Mi ricordo solamente di quando andavo ancora alle elementari e mi avevano attaccato un pesce di carta sulle spalle. Però boh, conta?

Raccontatemi il miglior pesce d'aprile che avete fatto o subito.

lunedì 31 marzo 2014

Primavera abbiamo fretta

Primavera
sei sempre fonte di 
sole, cuore e amore. 
Quest'anno il sole a tratti 
ehi bella, non stai rispettando i patti. 
Ricorda che siamo stufi dei gatti 
ché senza sole non c'è calore e senza calore 
niente foto di gente mezza nuda. 
Niente sole
Il cuore su IG te lo puoi scordare, 
amore. 



domenica 30 marzo 2014

Selfie? Che coglioni

Se non avete vissuto in qualche angolo remoto del mondo, sicuramente saprete che cos'è un o una selfie

In caso non lo sapeste, questa parola, che proviene direttamente dal gergo della rete, usa la prima parte della parola self-potrait ossia autoscatto, per creare un nuovo significato: autoscatto effettuato con l'ausilio di un cellulare.
Ovviamente noi, come sempre d'altronde, non potevamo evitare di appropriarci dell'ennesimo forestierismo inutile. Che poi dico io, che fine ha fatto l'inventiva degli italiani? Non potevamo almeno in selfi oppure inventarci una parola nuova, tipo auto. Oppure una crasi tra foto e auto. Fauto.

"Mi sono sparato un fauto! hihihi"
Lasciando da parte il problema linguistico, concentriamoci su quello culturale. Siamo sinceri, l'autoscatto non esiste da solo qualche anno, non è mica un'invenzione statunitense.
Magari prima non ne eravamo coscienti, ma ci siamo sempre scattati delle foto da soli da quando i nostri cellulari hanno la fotocamera integrata.
L'unica differenza è che prima le foto si facevano in bagno davanti a uno specchio, adesso si fanno ovunque. Prima vi vergognavate, adesso che questa pratica è stata sdoganata, non avete più ritegno.

L'autoscatto più famoso della storia
Perché, però, di punto in bianco ci scattiamo così tanti fauti? Semplice, vogliamo ricevere tanti cuoricini su Instagram. Più aumentano i cuori e più il nostro ego si gonfia. 
Appunto, l'ego si gonfia, gonfia, gonfia.

Volete sapere come la penso io? Ecco, io sono stanco, ma stanco stanco stanco, di vedere gente in pose ammiccanti, il più delle volte senza maglietta, disposta a tutto per ricevere tanti cuori su Instagram. Mettetevi quella maglietta su, che fa freddo.
Ormai anche il più brutto con un paio di autoscatti ben assestati può ricevere tanti di quei mi piace/stelline/cuori da fargli girare la testa. Di punto in bianco penseranno di essere dei fighi da paura, povere stelline...

Sapete di chi è la colpa di questa mandria di palloni gonfiati? Vostra, solamente ed esclusivamente VOSTRA.

Articolo in collaborazione con Campagna per un cuoramento consapevole. O cuori o guidi.

L'ora legale

BUONA ORA LEGALE!

*stappa una bottiglia di spumante*

Non siete felici?! Sì? Ecco, io PER NIENTE.
Faccio già tanta fatica ad avere dei bioritmi socialmente accettabili e, sinceramente, questa follia dell'ora legale non mi aiuta affatto. 
Dovete sapere che, nonostante mi abbiano illuso dandomi una laurea, adesso sto facendo la specialistica. Appunto mi hanno proprio illuso.
I corsi della specialistica della mia università sono tutti di pomeriggio. In pratica, da un anno a questa parte vivo seguendo l'orario di San Paolo. Vivo di notte e succhio il sangue delle vergini (muoio di fame. Succhiare il sangue delle vergini potrebbe diventare il nuovo "faccio la dieta").

Passerò le prossime settimane a ripetermi "Oddio com'è tardi! Sono già le 5. Anche se in realtà sono le 4". Capita solo a me?

Detto questo, possiamo tornare tutti a dormire.


venerdì 28 marzo 2014

Dov'è la musica?

MTV acronimo di Music Television. 
A me, d'altro canto, sembra tanto l'acronimo di Modern-Family Television. Ormai guardando il canale numero 8 del TDT non si vedono più i video musicali che hanno reso famosa la rete, ma solo puntate di questa famosa serie televisiva.
Che fine hanno fatto i video musicali? Dove sono le canzoni a ripetizione? Non ci sono più le mezze stagioni. Qui una volta era tutta foresta. 
Chissà di chi è la colpa, degli alieni? O forse è colpa delle lesbiche

Sicuramente è colpa loro. SICURAMENTE!
Se devo essere sincero, non penso di avere le conoscenze per fare un analisi esauriente dell'attuale programmazione televisiva in Italia, ma penso che sia una tendenza generale quella di creare canali televisivi con una programmazione ripetitiva, ripetitiva, ripetitiva
Ormai le dirette televisive fanno parte del passato, adesso vogliamo solo programmi pronti all'uso.
Il digitale terrestre ha portato anche ai poveri e pezzenti non-satellite muniti come noi, la possibilità di scelta. Esistono così tanti canali che lentamente si sono specializzati in qualche settore di nicchia; canali tematici ovunque
Forse ripetono sempre gli stessi programmi perché non sanno più come riempire le giornate. Forse.

Questo spiega perché MTV ci ripropone tutti i giorni a tutte le ore Ginnaste, Girl Code, Scrubs e Modern Family. 

ALMENO SECONDO ME!

lunedì 24 marzo 2014

Sessismo linguistico


"Sei proprio stupidah!"

"Zittah!"

"Sfrante cretineh!"

Nella comunità gay vi è la tendenza a utilizzare il femminile per riferirsi ad altri uomini gay. È un uso che non mi piace, lo trovo offensivo. Non solo perché usando il femminile state inconsciamente (anche se molti ne sono ben consci, e ciò mi manda ancora più in bestia) dando del mezzo-uomo. Sei gay? Allora sei una donna mancata. Ma lo trovo offensivo, soprattutto, per le donne e per tutti i movimenti femministi. Perché? Ovviamente perché le donne sono tutt'oggi considerate degli esseri inferiori agli occhi della società. Che domande!
Dire "stupida" è molto peggio di "stupido". In pratica mi stai dicendo che sono stupido come una donna = essere inferiore, schifoso, !

Trovo veramente assurdo che una comunità come la nostra che dovrebbe essere la più sensibile, sia in realtà così omofoba. Non riesco nemmeno a capirne il motivo, mi sforzo, ma niente. Forse un giorno lo capirò. Anche se spero che le cose cambino fino a quel giorno.


Viviamo in una società maschilista, è risaputo. La lingua di una comunità è strettamente legata alla cultura e al modo di pensare dei parlanti, di conseguenza anche l'italiano è una lingua sessista. Alcune lingue non differenziano il genere del parante o delle cose, mentre in italiano sì. Non dico che questo sia un problema, la nostra lingua si è evoluta così non è colpa di nessuno cioè, sì cioè, vabbè avete capito.
Vi sono però due soluzioni, o trasformiamo l'italiano in una lingua che non distingue più il maschile dal femminile oppure usiamo la nostra lingua in un modo più corretto. E non parlo di politicamente corretto, ma solo di più rispettoso degli altri.
Evitate perciò termini come "passiva", "frocia", eccetera. Cos'è? Non sapete inventarvi niente di meglio, come siete tristi.

Siate più ingegnosi, inventatevi insulti artistici! Il mio insulto preferito è "SEI UN CAVALLO!"


Però non voglio del tutto condannare questo uso. Come tutto cioè che è insolito può far ridere, a me fa ridere come una zanzara che ronza vicino all'orecchio quando cerchi di addormentarti, però c'è gente che giura che gli faccia ridere.
Spesso si tratta solo di un uso goliardico, ma attenzione a non esagerare.
Io considero questo uso un po' come il turpiloquio; un vaffanculo ben assestato a volte ci sta (e anche tanto), ma quando in una frase vi sono più insulti che virgole, non fa ridere, anzi.

Sì, oggi sono polemico.

CORRETE, SCIOCCHI, CORRETE!

mercoledì 19 marzo 2014

Biblioteca

Oggi sono andato in biblioteca. Capita. Mentre ero lì cercando di studiare mi sono reso conto che il mondo delle biblioteche è un mondo sui generis.
In biblioteca ci sono più studenti-in-crisi che libri, però si possono trovare persone di ogni estrazione sociale. In fondo è un luogo pubblico.
Se dovessi parlare degli studenti e di tutte le loro categorie ne verrebbe fuori un articolo troppo lungo e sinceramente non mi va.

Concentriamoci invece sugli altri frequentatori delle biblioteche.
In primo luogo, soffermiamoci sui responsabili di questi luoghi mistici: i bibliotecari.
Bisogna fare una differenza di genere, i bibliotecari maschi sono generalmente mansueti e anche abbastanza rari. Le bibliotecarie donne, beh, sono un altro par di maniche. 
Oggi ad esempio ho odiato con tutto il cuore una che parlava a telefono, a voce alta. Cercava senza risultato, vista la sua palese incompetenza, ad aiutare un povero utente che aveva richiesto un prestito su internet. Tesoro, non siamo al mercato. CAPITO?



Parlando di internet, mi viene in mente un'altra tipologia di frequentatore di biblioteche. L'anziano che vuole imparare a usare il computer. Il suo scopo è molto nobile, lodevole. Si sa, in Italia, l'alfabetizzazione tecnologica non ha raggiunto proprio tutti, anzi. Questi vecchietti ci provano, ma veramente tanto, ma niente. Fanno sempre qualche pasticcio e puntualmente richiedono assistenza ai bibliotecari che il più delle volte ne sanno meno di loro.

Sempre per quanto riguarda i computer, ci sono quelli che utilizzano i computer per altri scopi. Oggi ho visto due ragazzi guardare una partita di pallone. Cioè, io dico. Ma ci siete? Per non parlare di quelli che usano Skype. Quelli che guardano i porno esistono ancora? Io non li ho mai incontrati.

Ho dimenticato qualche categoria?