martedì 15 luglio 2014

#DeAPParty: com'è andata

Vi ricordate del #DeAPParty a cui ho partecipato qualche settimana fa? No? Allora cliccate qui.

Prima di tutto vi spiego cos'è scomponendo l'hashtag dell'evento:  
De sta per De Agostini.
APP per le nuove applicazioni Camilla Store e Style Bus.  
Party perché fare delle noiose campagne pubblicitarie quando ci si può divertire? E anche mangiare, che fame!
In poche parole il #DeAPParty è stato un evento carino organizzato da De Agostini per presentare un nuovo programma televisivo Do You Bijoux e le app Camilla Store e Style Bus che si possono scaricare su AppStore e Google Play.

Ok, adesso cerchiamo di strutturare un po' questo articolo. Allora, per prima cosa il posto. Cioè il Lanificio 159 è sicuramente un posto troppo figo. Io nonostante viva qui a Roma da una vita non ci sono mai stato. Il terrazzo che si affacciava sul fiume dava sicuramente un atmosfera molto chic all'evento. Hanno scelto un bel posto, ecco.

 
All'interno c'erano diverse attività come l'angolo trucchi oppure la sezione con i tablet per provare le applicazioni. Io e il mio amico di mille avventure Marco ci siamo divertiti a cercare l'abbigliamento perfetto (outfit come dice Enzo Miccio) con l'app Style Bus.

Invece in Camilla Store bisogna vestire la modella secondo lo stile proposto dal gioco con i vestiti disegnati dalla presentatrice Fiore Manni. Io ci ho provato a giocare ma perdevo sempre, boh. Mi dimenticavo sempre di cambiare il cappello alla modella. Se mai doveste giocarci RICORDATEVI IL CAPPELLO!
Ma comunque si sa che io di moda zero, però magari a furia di usarla imparavo qualcosa. Chissà!


Che altro? Ah, la presentazione di Do You Bijoux. Un nuovo programma dove la conduttrice Elena Buttarelli insegna alle ragazze come creare gioielli e accessori. Secondo me questo programma andrà tanto visto il rinnovato interesse del fai-da-te. A chi non piacerebbe andare in giro con una collana e alla domanda "dove lo hai comprato? È bellissimo!" rispondere con noncuranza "l'ho fatto io. Tzé!".

La parte che più mi è piaciuta di tutto l'evento: l'area selfie. Io metterei aree selfie ovunque negli aeroporti, nelle stazioni, al bar. OVUNQUE!
Tra l'altro la fotografa ci ha scattato alcune foto con la polaroid, non pensavo esistessero ancora! 

I cappellini sono troppo swag.
Infine, durante il discorso finale il direttore di DeA Kids Massimo Bruno ha snocciolato un po' di numeri che io non mi sono segnato da nessuna parte perché ero impegnato ad assaltare il buffet. Scusate.
Però niente ha detto una frase che mi ha fatto molto riflettere "i nostri programmi televisivi sono molto seguiti dal pubblico femminile e anche da quello maschile". 

Il tema del ruolo di genere, per chi mi segue, mi è molto caro. Ovvero i giocattoli sono per tutti, non esistono giocattoli per bambine o bambini. Da un mio punto di vista se De Agostini, dovesse mai interessarsi alla mio opinione, direi di puntare molto su questo. 

Sarebbe bello se anche i bambini maschi potessero partecipare a programmi come Camilla Store o Do You Bijoux. In fondo che male c'è?

Selfie con Fiore Manni, conduttrice di Camilla Store. Carina lei.

mercoledì 9 luglio 2014

La valigia

Ed eccomi qui seduto sul letto con solo le mutande addosso tra l'altro bucate perché non so se sapete ma ho un folletto nel cassetto della biancheria che si diverte a bucarmi le mutande ma questa è un altra storia. (ho finalmente messo il punto potete respirare).

Niente, io qui sul letto che scrivo perché si sa che ogni volta che devo fare qualcosa mi ritrovo sempre a procrastinare. Devo preparare la valigia e lo sbatti is all over the air.
Partenza improvvisa, lunedì il mio ragazzo mi dice che ha fatto cambio con una sua collega e va in ferie in questa settimana e ne vuole approfittare per andare a Malta a trovare delle sue amiche. Quindi niente lo accompagno; qualcuno deve pur fare questo INGRATO lavoro.

Viaggiare mi piace un sacco, ma preparare la valigia no. Proprio no. Sembra una cosa semplice, prendi i vestiti dall'armadio e li schiaffi dentro e invece no. Bisogna per prima cosa fare una selezione accurata dei vestiti controllando come minimo venti volte meteo.it per sapere se farà caldo, pioverà, freddo polare, ecc.

Apri l'armadio, ti fai prendere dallo sconforto e ti ributti sul letto.
Secondo tentativo apri l'armadio, scegli due magliette e vai su meteo.it.
Ma forse mi devo portare un secondo paio di scarpe. No. Sì. Ma non ci entreranno mai. Sì ci entrano. No, dai a che servono. Ma le ciabatte?
ODDIO LE MUTANDE!
Mi sono dimenticato qualcosa? Ah lo spazzolino.
Il bagnoschiuma non posso portarlo perché sono povero e quindi viaggio con EasyJet e non me lo fanno passare ai controlli.
Chissà che tempo farà a Malta andiamo su meteo.it.

Non ci entra tutto *googla come far entrare tutto in una valigia*

mercoledì 25 giugno 2014

#DeAPParty

Un giorno ti svegli e ti contattano sulla pagina Facebook de La Tana dell'Orsetto (se non avete ancora messo Mi piace MA CRISTO FATELO) dove ti invitano a una festa della De Agostini per promuovere alcune nuove app per i loro canali satellitari.

Io ci vado perché a me piacciono tanto queste cose e magari ho avrò anche l'opportunità di conoscere altri personaggi del web e spararmi tanti tanti selfie. Devo ammettere, però, che io di cartoni per bambine so molto poco quindi spero di non fare nessuna gaffe.

Alle brutte starò buono in un angolino mentre mi faccio fare le unghie.
 

Seguitemi su Twitter con l'hashtag #DeAPParty per vedere tutto in tempo reale prima degli altri!

domenica 15 giugno 2014

A cosa serve Google+?

Google, come avrete notato, negli ultimi mesi ci ha praticamente minacciato a iscriverci al suo social network. Della serie "o ti iscrivi o ti bruciamo casa. E NOI SAPPIAMO DOVE ABITI!".
Per quieto vivere molti, fra cui il sottoscritto, si sono iscritti. Sai, alla fine hanno reso anche facile l'iscrizione, bastava dire gugleplass e automaticamente si creava un tuo profilo. 

Adesso vi faccio una domanda e spero che mi rispondiate sinceramente. Ma voi...sì voi...Google +, cioè, ogni tanto, così tanto per...lo usate? 

Non conosco nessuno -NESSUNO- che lo utilizzi tutti i giorni. È una rete sociale morta ancor prima di nascere. Non bisogna essere degli analisti o degli esperti del settore per capire che il motivo per cui Google+ non ha sfondato è molto semplice: è troppo generico.

Facebook serve per gli amici e i parenti impiccioni, Twitter per commentare The Voice, LinkedIn per rimorchiare i colleghi e Instagram per far venire un'autostima da paura agli scaldabagni a motore. Invece Google+? 
Che verso fa? Non c'è nessuno che lo sa.



Quindi Google, cara Google, se mi leggi ti consiglio di rendere la tua rete sociale un po' più di nicchia. Non si può sempre fare tutto, suvvia. 
Che ne so, rendi Google+ un luogo adatto per parlare di modAH NO c'è già Pinterest. Mi disp.


sabato 14 giugno 2014

Rimedi contro il caldo

Ci siamo lamentati per tutto l'inverno del freddo, adesso per par condicio siamo moralmente obbligati a lagnarci del caldo. OVVIAMENTE.
Nemmeno una settimana fa Studio Aperto ha decretato l'inizio della stagione estiva con l'utile servizio sulle precauzioni da prendere per combattere il caldo.

Io, non volendo essere da meno, ho deciso di rendere un servizio alla comunità unendomi al movimento combattiamo-il-caldo-mettendo-la-testa-sotto-la-fontanella girando un Vine esplicativo.



Ricordatevi di bere tanto e di lamentarvi del caldo ancora di più!

BUON CALDO!

venerdì 6 giugno 2014

Pride

Con l'arrivo del Gay Pride romano fioccano gli articoli al riguardo e La Tana dell'Orsetto non è da meno.
Io l'anno scorso ho partecipato alla mia prima giornata dell'orgoglio omosessuale e domani sarà la mia seconda volta. Domani è una sorta di anniversario per me!

Cosa ne penso? Beh, è importante scendere in piazza per difendere non tanto le proprie idee ma i propri diritti e dire al mondo "io esisto". Si può fare molto anche da casa grazie a tutti i media che abbiamo a disposizione, certo, però penso che anche scendere in strada sia molto importante.

Sinceramente, poco mi curo di quelli che si lamentano di questa giornata, siamo in una democrazia ognuno è libero di fare, dire e partecipare a quello che vuole. Non parteciperete? Non vi piace? Pensate che sia inutile? I diritti si chiedono in ben altri mondi anche se non specificate mai bene come
Pace. Me ne farò una ragione, adesso scusatemi ma devo andare a manifestare per i miei diritti.


Domani incontrerò tantissimi amici e mi sparerò un sacco di selfie. Se volete partecipare virtualmente con me o se pure voi sarete presenti domani (NdA 7 giugno) alla parata seguitemi su Twitter @pierpaio

SII ORGOGLIOSO DI TE STESSO. SEMPRE!

mercoledì 28 maggio 2014

Le lettere di Ex

L'avevo ignorato per tanto tempo, oggi ho deciso di aprirlo. 

Poco fa ho riaperto un album fotografico che mi aveva regalato il mio ex. Non lo aprivo veramente da tanto, da forse più di un anno.
Nelle foto ci siamo noi due che ci abbracciamo, al mare, in montagna e principalmente foto sue perché è sempre stato un egocentrico assurdo. Poi ci sono io senza barba che faccio tanto ridere, ma andiamo avanti.

Quello che veramente mi ha sorpreso è stato ritrovare delle vecchie lettere che mi aveva spedito quando ancora vivevamo lontani, in due nazioni diverse. Il fatto che ancora conservi queste lettere, per molti, sicuramente significherà che sono ancora attaccato a lui e perciò le lettere mi avranno sicuramente fatto male e invece...
Invece no. Più le leggevo e più mi sono reso conto di quanto quella persona non facesse proprio per me. Siamo stati insieme tre anni solo perché mi ero incaponito e ho voluto a tutti i costi rimanere con lui sebbene notassi che eravamo troppo diversi e c'erano troppi conflitti tra di noi. Anche perché ormai era entrato di prepotenza nella mia vita. Conosceva i miei amici e i miei genitori e i miei parenti. Mi sono ritrovato più di una volta a pensare che se ci fossimo lasciati sarebbe stata una gran rottura di scatole dirlo a tutti. Sono stato sempre una persona molto pragmatica, non mi giudicate maledetti.

Le sue lettere erano eccessivamente sdolcinate e vuote. Esatto, vuote penso che sia l'aggettivo che meglio identifica le lettere e quello che ho provato nel leggerle: vuoto.
Lettere piene di "te amo" "te quiero" "has cambiado mi vida por completo". Non era certo uno scrittore di romanzi e si notava (era anche abbastanza ignorante, se vogliamo mettere i puntini sulle "i"), però mentre le stavo rileggendo questa sera notavo quanto fosse diventata una consuetudine scriverci e dirci "ti amo". Non metto in dubbio i suoi sentimenti, anzi. All'inizio, soprattutto lui, era totalmente preso da me! Mi voleva addirittura sposare, avevo solo diciott'anni e lui circa ventuno

Non ho sentito niente proprio perché io sono cambiato. Non sono più il Pierpaolo del 2010 che era all'inizio di una delle sue prime relazioni sentimentali. Sono cambiato e questa relazione ha contribuito notevolmente a farmi cambiare il mondo in cui guardo il mondo. In meglio, adesso so che cosa voglio. Lo so.

Ho passato così tanti momenti con lui che non posso odiarlo. È facile dire "quello stronzo del mio ex" come fanno tutti. Io non lo odio, le cose non sono andate come volevamo e abbiamo finito per litigare per ogni cosa, però all'inizio abbiamo passato dei bei momenti. Quindi forse è per questo che tuttora conservo l'album con le lettere. Il giorno che me ne libererò sarà perché ormai non significheranno più niente per me, un po' come un libro del liceo o un vecchio pupazzo. 

Nel frattempo ho avuto un'altra relazione, ma non è stata così importante come questa. Ho già voltato pagina da tempo, tranquilli non ho avuto nessun ripensamento questa sera. 

Chissà che cosa mi riserva il futuro.


venerdì 23 maggio 2014

Quando il mondo virtuale si incontra nel mondo reale

Come molti dei miei lettori sapranno, sono ossessionato da Twitter.

Non so bene com'è successo. Mi sono iscritto per suggerimento di ex e ho mollato. Sì, ho mollato anche ex. Ho ripeso Twitter per prendere in giro Papa Benedetto XVI e ho smesso, anche lui ha chiuso col pontificato. Poi verso l'estate ho incominciato a tuittare a manetta e fino ai giorni nostri.
Tramite questa rete sociale così particolare ho conosciuto tante di quelle persone che praticamente ho più vita sociale di prima e anche prima stavo sempre fuori casa. Quindi per tutti quelli "se stai sempre su Twitter come fai ad avere una vita sociale" FOTTETEVI.

Vi ricordate Virtual Yui? Adoravo quel cartone
Ultimamente ho conosciuto un sacco di ragazze e ragazzi conosciuti su Twitter il più delle volte per strada o per locali. Io sono a favore di questo nuovo modo di conoscere le persone, anche se è ancora considerato molto da sfigati

- Come lo hai conosciuto?
- Emh, amici in comune!
- I suggerimenti di amicizia di Facebook non valgono.
- Ah.

Io non penso che sia da disagiati, anzi! È solo uno strumento in più. Per questo, vorrei condividere con voi che cosa ne penso di questo modo di conoscere le persone 2.0.

Per prima cosa riconoscere le persone. Certo, il popolo della Rete si ammazza di autoscatti o fauti, come li chiamo io, ma pecca di un uso smodato di filtri. La delusione da pensavo-fossi-diversa/o è SEMPRE dietro l'angolo.
Io, poi, sono così biondo e smemorato che non riesco MAI riconoscere le persone tramite la foto profilo. 

- Ma tu sei Pierpaolo di Twitter?
- Sì esatto! E tu invece?
- Sono *nome utente impronunciabile perché voi scegliere nomi normali mai*! 
- Aaaah sì... 

E poi passo la serata a chiedermi a chi minchia ho stretto la mano. 

Seconda cosa, notare le differenze tra personalità virtuale e personalità reale. Attraverso una maschera come Internet, protetti dal proprio computer, le persone si sentono più a loro agio di esprimere la loro personalità. I timidi diventano spavaldi e gli spavaldi mostrano il loro cuore tenero. Dal vivo, ovviamente, tutto cambia. Scopri che quella persona che credevi un pallone gonfiato invece non lo è per niente, anzi. 

Ci dovrebbero fare uno studio sociologico, non trovate?

Io vorrei tanto sapere che cosa ne pensa la gente di me dopo avermi conosciuto dal vivo e di quelli che invece mi hanno conosciuto solo sulla Rete.


sabato 17 maggio 2014

#èOra

Oggi è la giornata internazionale contro l'omofobia.

Condividete questo video creato da La Voce del Gattopardo un'altro mio collega blogger. Se cliccate sul link potrete avere maggiori informazioni.




#èOra di dire basta all'omofobia.

martedì 13 maggio 2014

#SalvaLaBarba

La Tana dell'Orsetto e Centochilidicaos uniti nella campagna #SalvaLaBarba.
                            

Perché? Perché sì. C'è poco da aggiungere, un uomo con la barba sta molto bene. Certo, deve anche essere curata! Mostra il tuo sostegno condividendo il post e tuittando con l'hashtag #SalvaLaBarba, allegando un vostro selfie. Anche su IG! 

                                                                 DITE NO AL RASOIO!