venerdì 24 giugno 2016

Brexit

La Gran Bretagna ha deciso di andarsene e così farò anch'io.
Vivo in questo Paese da due anni, mi ha dato tanto, mi ha fatto crescere. Prima di arrivare qui non sapevo neanche cucinare un piatto di pasta e adesso faccio il giocoliere tra i fornelli cucinando piatti da tutto il mondo, il curry verde thailandese è diventato la mia specialità. Trovavo magnifico poter incontrare in palestra, al supermercato o al cinema realtà così diverse, persone da ogni dove con così tante storie da raccontare. Lascio perché sono deluso. Sono anni che mi batto sui vantaggi di essere tutti uniti, un giorno sei a Madrid e l'altro a Bruxelles senza pagare visti esorbitanti. Lavoro in ufficio quindi ho un buon lavoro e anche una bella casa, per essere partito con un sogno e niente esperienza lavorativa ne ho fatta tanta di strada. Potrei benissimo dire "beh aspetto tre anni e faccio domanda per diventare cittadino" e nel frattempo vedrò se mi serve un visto, sicuramente la mia azienda mi aiuterà. Ma non voglio, mi sento non voluto. Perché dovrei continuare a vivere e pagare tasse in un Paese fondato sull'immigrazione che gli immigrati sono un male?

Brexit

La Gran Bretagna ha deciso di andarsene e così farò anch'io.
Vivo in questo Paese da due anni, mi ha dato tanto, mi ha fatto crescere. Prima di arrivare qui non sapevo neanche cucinare un piatto di pasta e adesso faccio il giocoliere tra i fornelli cucinando piatti da tutto il mondo, il curry verde thailandese è diventato la mia specialità. Trovavo magnifico poter incontrare in palestra, al supermercato o al cinema realtà così diverse, persone da ogni dove con così tante storie da raccontare. Lascio perché sono deluso. Sono anni che mi batto sui vantaggi di essere tutti uniti, un giorno sei a Madrid e l'altro a Bruxelles senza pagare visti esorbitanti. Lavoro in ufficio quindi ho un buon lavoro e anche una bella casa, per essere partito con un sogno e niente esperienza lavorativa ne ho fatta tanta di strada. Potrei benissimo dire "beh aspetto tre anni e faccio domanda per diventare cittadino" e nel frattempo vedrò se mi serve un visto, sicuramente la mia azienda mi aiuterà. Ma non voglio, mi sento non voluto. Perché dovrei continuare a vivere e pagare tasse in un Paese fondato sull'immigrazione che gli immigrati sono un male?

domenica 17 gennaio 2016

Libri distillati

Se ne parla da qualche giorno libri distillati, non riassunti ma brevi. Che cosa ne penso? Bell'idea.

Non farò il saccente scrivendo tutti i libri che ho letto perché siamo sinceri, eccetto qualche classico come 1984 di Orwell o Il mondo nuovo di Huxley, non credo di potermi erigere a paladino dei grandi classici.
Mi piace leggere, ma ho sempre letto quello che volevo leggere. Il piacere è una lettura, se tutti dicono che un libro è assolutamente da leggere magari lo compro e gli do un'occhiata, ma se non mi convince non mi costringo a leggerlo. I tempi del liceo sono finiti.

Ritornando a bomba, i libri distillati. Non ne ho nemmeno dato una definizione per chi non li conosce. Una casa editoriale, la Centauria, ha lanciato una collana di libri condensati, ristretti, ridotti all'osso. Perché? Perché no?

Posso capire perché chi legge libri da tempo possa storcere il naso: tutto quello che è stato scritto in un libro è importante perché l'autore ha deciso così. E sono d'accordo.
Però siamo seri, viviamo in un mondo dove tutto viene fatto di fretta, era fisiologico che un nuovo "stile" di lettura venisse creato.
Esistono gli audiolibri, io sono sicuro che c'è gente convinta che porteranno a dimenticare come si legge, eppure io ne ho ascoltato qualcuno e sono fantastici quando si è in macchina o è buio e non si può leggere. Esistono gli ebook, pratici per chi non ha una libreria capiente o è sempre in viaggio. Adesso i libri distillati. È solo un nuovo modo di godere della lettura.

Non credo che l'uno comporti l'estinzione dell'altro. Un po' come i telefilm e i film. I fumetti e i libri, Supporti diversi che possono regalare grandi emozioni.

sabato 15 agosto 2015

Inaccontentabili

Se Selvaggia fosse qui con me mi direbbe "Sei triste? Sorridi" e forse avrebbe ragione. Non che mi stia simpatica, non so nemmeno chi sia se non per le sue opinioni volutamente controtendenza che non fanno altro che accendere un riflettore dietro l'altro su di lei.
Credo di essere affetto dal morbo dell'inaccontentabilità, passatemi il termine. Però non di quel tipo che ti porta a fare grandi cose e a migliorare, bensì quello fine a se stesso che ti fa nascondere sotto le coperte la mattina.
Il pessimismo mi perseguita e questo post non fa altro che confermarlo. Quindi che fare? Sorridere?
Basta un movimento dei muscoli facciali per essere felici. Purtroppo no.
Di che cosa ha bisogno un uomo per essere contento...
Sì, ho usato i tre puntini sospensivi per la prima volta perché seriamente non lo so.

Cambio.
Per come sono fatto non riesco a far deprimere le persone, quindi niente come va? Tutto bene? Dai sì, appena ho un po' di tempo ci beviamo un caffè insieme!

mercoledì 10 giugno 2015

Salopette sono troppo estate 2015

È tutto iniziato con un giro da H&M in una tranquilla giornata di caldo pre-estivo pre-prova costume. Eccomi lì quasi annoiato che passo una dopo l'altra le magliette sulla rastrelliera, si chiama così quel coso dove ci appendono gli abiti oppure espositore chi può dirlo.
E così di punto in bianco eccola la maglietta dalle mille banane. Il passaggio da camerino>Snapchat>Twitter>cassa è stato così rapido che nemmeno ho sentito i soldi scappare via dal mio conto corrente.
Tornando verso casa con la mia maglietta con le banane mi ha fatto capire che c'era qualcosa che non andava. Una maglietta così pazzesca non poteva andare da sola con un paio di jeans di Alcot qualunque.
Sicuramente conoscerete il sito di moda ASOS, io no. Cioè lo conoscevo di fama ma dai comprare online mai fatto perché cazzoneso si comprano i biglietti degli arei su Internet mica i vestiti, come ero ingenuo.
Praticapuffamente apro ASOS ed entro in trans. Non so come ma il mio subconscio mi ha guidato nella sezione salopette. Salopette amore a prima vista. Sì anche il modello era gnocco, ma la salopette faceva comunque la sua porca figura.

Oggi è finalmente arrivato il mio ordine e non faccio in tempo a parlarne su Twitter che esplode il caso Salopette Sì o No.

A ME FOTTESEGA PERCHÉ IO LA TROVO TROPPO BELLISSIMA E VOI MI DOVETE DARE RAGIONE COME I PAZZI OK?


venerdì 1 maggio 2015

Minchia zio oh

Ogni tanto mi prende questa cosa che devo scrivere e quindi è tutto un minchia zio oh devo assolutamente scrivere un libro.
Poi però è tutta una discesa negli inferi del pigrismo. I famosi Pigrinferi. Mettetemi davanti a una pagina vuota e mi viene un blocco da Nessun segnale. Per favore ricontrolla l'antenna TV di quel fottutissimo digitale terrestre con la scheda Mediaset perché-non-si-sa-mai che dovetti comprare. Cioè, che schifo vero. Non so voi ma a volte passo giornate intere a fissare il vuoto pensando, ma pensando cose serie tipo la vita, la pace del mondo e come risolvere la mobilità di Roma mettendo metropolitane anche in bagno. Vi ho mai detto che mi piacciono i treni?
E no, tutto svanisce in un minchia zio oh.
A volte mi è capitato di scrivere qualche riga, addirittura qualche capitolo, e poi niente più. Arrivano sempre i dubbi, sto scrivendo roba leggibile? Gliene può fottere niente a qualcuno? MA NO BISOGNA SCRIVERE PER SE STESSI!! Sì, ma i pippi sonanti dove li mettiamo? 
Poi non mi piace mai rileggere quello che scrivo. Sono una di quelle persone che credono fermamente che il passato è passato e fanculo gli errori tanto niente è perfetto e poi sbattone rileggere tutto, dai.

Se stai leggendo fino a qui e ti chiedi giustamente di che minchia zio oh sto blaterando, no niente volevo solo scrivere un po' senza un vero fine. Senza parlare di niente, un post vuoto.
Un po' come tutto quello che conta, insomma.

sabato 6 settembre 2014

Il mondo del lavoro

Sono sicuramente l'ultima persona che può parlare del mondo del lavoro visto che le mie esperienze lavorative sono così esigue che in confronto Belén Rodríguez è una gran lavoratrice. Però vorrei dire la mia.
Si sa, in Italia la burocrazia è così arzigogolata e complessa che fa perdere moltissimo tempo inutilmente e anche il mondo del lavoro ne soffre molto. Ai datori di lavoro, ormai, quasi non conviene più assumere. Assumere significa avere un commercialista, assumere significa spendere un sacco di soldi in tasse, assumere significa che una volta che hai assunto una persona e questa si dimostra inetta non puoi più disfartene.

Quindi che cosa fanno i datori di lavoro? Assumono in nero. E non puoi farci niente. Non hai nessuna certezza, un giorno lavori l'altro boh e non sai nemmeno quanto ti pagano.

Poi ci sono anche quei posti di lavoro onesti che ti fanno il contratto, di merda ovviamente, però almeno ti pagano i contributi. È già qualcosa, no? 
Purtroppo anche qui non è tutto rose e fiori. Finito il mese aspetti il tuo stipendio e no, devi aspettare che si ricordino di pagarti. E gli extra? Ma di preciso quanto ti danno? Non si sa, mistero, segreto come la ricetta della Coca-Cola.

Ormai il "non pagare" è diventata una disciplina nazionale. Perché se voglio una maglietta devo pagare subito mentre se io lavoro "ah sì, tra qualche giorno di paghiamo". Perché? Tra l'altro pare pure brutto chiedergli i soldi, che volgarità parlare di denaro.

Io, ripeto, sono agli inizi, ma sono già stanco. Non dovremmo nemmeno accettarlo. Io non voglio passare la mia vita a inseguire i creditori. 

Non è possibile vivere così.

lunedì 18 agosto 2014

I campeggi pullulano di animatori!

Sabato fuga dalla città. Siamo andati a comprare una tenda da Decathlon perché la mia, o meglio quella di mia sorella, proprio non riuscivo a trovarla. Ho cercato ovunque ma niente.
Comprata la tenda partiamo alla volta di Anzio e andiamo al campeggio di Parco della Gallinara.

Non ero mai stato in un campeggio, ci volevo troppo andare. Mi sa proprio di una di quelle esperienze da fare almeno una volta nella vita. Dormire fuori casa all'aria aperta e cercare di arrangiarsi senza tutte le comodità della vita moderna. E invece no.

Forse ho letto una volta di troppo le storie delle Giovani marmotte sul Topolino, ma ero convinto che campeggiare significasse abbracciare la natura, vivere la natura e dimenticarsi della città. Niente di tutto questo. Campeggiare oggi, per lo meno in Italia, significa andare in un villaggio pieno di animatori, piscine, ristoranti, mercati. Anche i campeggiatori non sono sprovveduti, ho visto antenne paraboliche, cucinotti, camper super accessoriati.
MA ALLORA CHE RAZZA DI CAMPEGGIO È?!

Se vi portate tutte le comodità della città, chi volete prendere in giro con la storia della vita in mezzo alla natura? Tra l'altro gli animatori li odio, sono come la peste e pure in campeggio me li devo trovare? Io boh.

Il prossimo campeggio lo faccio nel salone di casa mia.

martedì 29 luglio 2014

Banale

Crescendo ho imparato che le persone sono molto prevedibili. Anzi peggio, banali.
Quante volte avete ascoltato gli stessi discorsi triti e ritriti? Discorsi sul tempo come se ognuno fosse un presentatore di programma meteorologico.
Non sai di che cosa parlare? Parla del meteo.
Vuoi fare successo? Fa' qualcosa di banale ma allo stesso tempo sempre in voga.

Perché essere originali, allora? Vi faccio un esempio, io questo blog lo sto usando un po' a caso. Non c'è un argomento specifico, e non vuol dire che non ci sarà mai, forse un giorno, ma al momento è molto arrabattato. Se volessi guadagnare miliardi di visualizzazioni non dovrei far altro che scrivere qualche tutorial o barzellette e sarei a cavallo. E state tranquilli non c'è nemmeno bisogno di esserne in grado, basta copiare.

Quindi ripeto: perché essere originali

È una tendenza che è sempre esistita, sia chiaro, ma ultimamente è sempre più predominante nella Rete. La condivisione di contenuti, grazie alle reti sociali, è diventata sempre più facile. C'è chi anche solo condividendo i contenuti di qualcun altro può aspirare alla fama. Però anche chi crea questi contenuti non si spreme più di tanto le meningi. 
Solo le stupidaggini hanno successo e questo lo trovo molto triste.

Vuoi rendere virale un contenuto. Semplice. Parla di qualcosa generico tipo "Condividi se anche tu da piccolo odiavi la scuola" e BOM hai conquistato il tuo pubblico.

Io non ci sto.

Condividi su Facebook e Twitter e seguimi se anche tu respiri!1!11

mercoledì 23 luglio 2014

Mai Così Vicini

Mi ha trascinato al cinema con l'inganno "stasera ci sono i film in promozione a 3€" e io non me lo sono fatto ripetere due volte, e nemmeno tre.
Andiamo al The Space Leonardo e scopriamo che i film in saldo sono solo due di cui uno, Maleficient, lo avevamo già visto e quindi niente ho pronunciato le parole che non bisognerebbe mai pronunciare in presenza di un barbiere o davanti una scelta di un film "fai te".

Mai Così Vicini. Sì, ha scelto questo film.
Prima di continuare mi piacerebbe fare una premessa, io di cinema zero. In senso, mi piacciono i film ma guardo esclusivamente quelli che piacciono a me e me ne sbatto di registi, attori o tutta-quella-gente-famosa-che-bisogna-conoscere.
"Dai c'è Michael Duglas!"
"Chi?"
"Duglas! Ha fatto un sacco di film. E c'è pure Diane Keaton!"
"Chi?"
Entriamo in sala. Inizio noioso, un vecchio che cerca di vendere una casa poi spara un cane con la vernice perché fa i bisognini nel suo giardino poi fa l'acido con i suoi condomini poi arriva il figlio che gli porta una bambina dicendo che è sua figlia e che lui deve andare in carcere quindi se può vivere con lui poi il vecchio fa tanto io no non la voglio poi la vicina di casa si incarica della bambina poi il vecchio scopa con la vecchia poi diventano una famiglia felice poi fanno uscire di prigione il figlio del vecchio a suon di bigliettoni e azioni legali poi fine. Potete respirare adesso.

Persino questa foto è noiosa. Dio quant'è noiosa.
DIO CHE ROTTURA DI PALLE! MA A CHI CAVOLO PIACCIONO QUESTI FILM? Ah già al mio ragazzo.

Cosa non si fa per renderli felici.

martedì 15 luglio 2014

#DeAPParty: com'è andata

Vi ricordate del #DeAPParty a cui ho partecipato qualche settimana fa? No? Allora cliccate qui.

Prima di tutto vi spiego cos'è scomponendo l'hashtag dell'evento:  
De sta per De Agostini.
APP per le nuove applicazioni Camilla Store e Style Bus.  
Party perché fare delle noiose campagne pubblicitarie quando ci si può divertire? E anche mangiare, che fame!
In poche parole il #DeAPParty è stato un evento carino organizzato da De Agostini per presentare un nuovo programma televisivo Do You Bijoux e le app Camilla Store e Style Bus che si possono scaricare su AppStore e Google Play.

Ok, adesso cerchiamo di strutturare un po' questo articolo. Allora, per prima cosa il posto. Cioè il Lanificio 159 è sicuramente un posto troppo figo. Io nonostante viva qui a Roma da una vita non ci sono mai stato. Il terrazzo che si affacciava sul fiume dava sicuramente un atmosfera molto chic all'evento. Hanno scelto un bel posto, ecco.

 
All'interno c'erano diverse attività come l'angolo trucchi oppure la sezione con i tablet per provare le applicazioni. Io e il mio amico di mille avventure Marco ci siamo divertiti a cercare l'abbigliamento perfetto (outfit come dice Enzo Miccio) con l'app Style Bus.

Invece in Camilla Store bisogna vestire la modella secondo lo stile proposto dal gioco con i vestiti disegnati dalla presentatrice Fiore Manni. Io ci ho provato a giocare ma perdevo sempre, boh. Mi dimenticavo sempre di cambiare il cappello alla modella. Se mai doveste giocarci RICORDATEVI IL CAPPELLO!
Ma comunque si sa che io di moda zero, però magari a furia di usarla imparavo qualcosa. Chissà!


Che altro? Ah, la presentazione di Do You Bijoux. Un nuovo programma dove la conduttrice Elena Buttarelli insegna alle ragazze come creare gioielli e accessori. Secondo me questo programma andrà tanto visto il rinnovato interesse del fai-da-te. A chi non piacerebbe andare in giro con una collana e alla domanda "dove lo hai comprato? È bellissimo!" rispondere con noncuranza "l'ho fatto io. Tzé!".

La parte che più mi è piaciuta di tutto l'evento: l'area selfie. Io metterei aree selfie ovunque negli aeroporti, nelle stazioni, al bar. OVUNQUE!
Tra l'altro la fotografa ci ha scattato alcune foto con la polaroid, non pensavo esistessero ancora! 

I cappellini sono troppo swag.
Infine, durante il discorso finale il direttore di DeA Kids Massimo Bruno ha snocciolato un po' di numeri che io non mi sono segnato da nessuna parte perché ero impegnato ad assaltare il buffet. Scusate.
Però niente ha detto una frase che mi ha fatto molto riflettere "i nostri programmi televisivi sono molto seguiti dal pubblico femminile e anche da quello maschile". 

Il tema del ruolo di genere, per chi mi segue, mi è molto caro. Ovvero i giocattoli sono per tutti, non esistono giocattoli per bambine o bambini. Da un mio punto di vista se De Agostini, dovesse mai interessarsi alla mio opinione, direi di puntare molto su questo. 

Sarebbe bello se anche i bambini maschi potessero partecipare a programmi come Camilla Store o Do You Bijoux. In fondo che male c'è?

Selfie con Fiore Manni, conduttrice di Camilla Store. Carina lei.

mercoledì 9 luglio 2014

La valigia

Ed eccomi qui seduto sul letto con solo le mutande addosso tra l'altro bucate perché non so se sapete ma ho un folletto nel cassetto della biancheria che si diverte a bucarmi le mutande ma questa è un altra storia. (ho finalmente messo il punto potete respirare).

Niente, io qui sul letto che scrivo perché si sa che ogni volta che devo fare qualcosa mi ritrovo sempre a procrastinare. Devo preparare la valigia e lo sbatti is all over the air.
Partenza improvvisa, lunedì il mio ragazzo mi dice che ha fatto cambio con una sua collega e va in ferie in questa settimana e ne vuole approfittare per andare a Malta a trovare delle sue amiche. Quindi niente lo accompagno; qualcuno deve pur fare questo INGRATO lavoro.

Viaggiare mi piace un sacco, ma preparare la valigia no. Proprio no. Sembra una cosa semplice, prendi i vestiti dall'armadio e li schiaffi dentro e invece no. Bisogna per prima cosa fare una selezione accurata dei vestiti controllando come minimo venti volte meteo.it per sapere se farà caldo, pioverà, freddo polare, ecc.

Apri l'armadio, ti fai prendere dallo sconforto e ti ributti sul letto.
Secondo tentativo apri l'armadio, scegli due magliette e vai su meteo.it.
Ma forse mi devo portare un secondo paio di scarpe. No. Sì. Ma non ci entreranno mai. Sì ci entrano. No, dai a che servono. Ma le ciabatte?
ODDIO LE MUTANDE!
Mi sono dimenticato qualcosa? Ah lo spazzolino.
Il bagnoschiuma non posso portarlo perché sono povero e quindi viaggio con EasyJet e non me lo fanno passare ai controlli.
Chissà che tempo farà a Malta andiamo su meteo.it.

Non ci entra tutto *googla come far entrare tutto in una valigia*

mercoledì 25 giugno 2014

#DeAPParty

Un giorno ti svegli e ti contattano sulla pagina Facebook de La Tana dell'Orsetto (se non avete ancora messo Mi piace MA CRISTO FATELO) dove ti invitano a una festa della De Agostini per promuovere alcune nuove app per i loro canali satellitari.

Io ci vado perché a me piacciono tanto queste cose e magari ho avrò anche l'opportunità di conoscere altri personaggi del web e spararmi tanti tanti selfie. Devo ammettere, però, che io di cartoni per bambine so molto poco quindi spero di non fare nessuna gaffe.

Alle brutte starò buono in un angolino mentre mi faccio fare le unghie.
 

Seguitemi su Twitter con l'hashtag #DeAPParty per vedere tutto in tempo reale prima degli altri!

domenica 15 giugno 2014

A cosa serve Google+?

Google, come avrete notato, negli ultimi mesi ci ha praticamente minacciato a iscriverci al suo social network. Della serie "o ti iscrivi o ti bruciamo casa. E NOI SAPPIAMO DOVE ABITI!".
Per quieto vivere molti, fra cui il sottoscritto, si sono iscritti. Sai, alla fine hanno reso anche facile l'iscrizione, bastava dire gugleplass e automaticamente si creava un tuo profilo. 

Adesso vi faccio una domanda e spero che mi rispondiate sinceramente. Ma voi...sì voi...Google +, cioè, ogni tanto, così tanto per...lo usate? 

Non conosco nessuno -NESSUNO- che lo utilizzi tutti i giorni. È una rete sociale morta ancor prima di nascere. Non bisogna essere degli analisti o degli esperti del settore per capire che il motivo per cui Google+ non ha sfondato è molto semplice: è troppo generico.

Facebook serve per gli amici e i parenti impiccioni, Twitter per commentare The Voice, LinkedIn per rimorchiare i colleghi e Instagram per far venire un'autostima da paura agli scaldabagni a motore. Invece Google+? 
Che verso fa? Non c'è nessuno che lo sa.



Quindi Google, cara Google, se mi leggi ti consiglio di rendere la tua rete sociale un po' più di nicchia. Non si può sempre fare tutto, suvvia. 
Che ne so, rendi Google+ un luogo adatto per parlare di modAH NO c'è già Pinterest. Mi disp.


sabato 14 giugno 2014

Rimedi contro il caldo

Ci siamo lamentati per tutto l'inverno del freddo, adesso per par condicio siamo moralmente obbligati a lagnarci del caldo. OVVIAMENTE.
Nemmeno una settimana fa Studio Aperto ha decretato l'inizio della stagione estiva con l'utile servizio sulle precauzioni da prendere per combattere il caldo.

Io, non volendo essere da meno, ho deciso di rendere un servizio alla comunità unendomi al movimento combattiamo-il-caldo-mettendo-la-testa-sotto-la-fontanella girando un Vine esplicativo.



Ricordatevi di bere tanto e di lamentarvi del caldo ancora di più!

BUON CALDO!

venerdì 6 giugno 2014

Pride

Con l'arrivo del Gay Pride romano fioccano gli articoli al riguardo e La Tana dell'Orsetto non è da meno.
Io l'anno scorso ho partecipato alla mia prima giornata dell'orgoglio omosessuale e domani sarà la mia seconda volta. Domani è una sorta di anniversario per me!

Cosa ne penso? Beh, è importante scendere in piazza per difendere non tanto le proprie idee ma i propri diritti e dire al mondo "io esisto". Si può fare molto anche da casa grazie a tutti i media che abbiamo a disposizione, certo, però penso che anche scendere in strada sia molto importante.

Sinceramente, poco mi curo di quelli che si lamentano di questa giornata, siamo in una democrazia ognuno è libero di fare, dire e partecipare a quello che vuole. Non parteciperete? Non vi piace? Pensate che sia inutile? I diritti si chiedono in ben altri mondi anche se non specificate mai bene come
Pace. Me ne farò una ragione, adesso scusatemi ma devo andare a manifestare per i miei diritti.


Domani incontrerò tantissimi amici e mi sparerò un sacco di selfie. Se volete partecipare virtualmente con me o se pure voi sarete presenti domani (NdA 7 giugno) alla parata seguitemi su Twitter @pierpaio

SII ORGOGLIOSO DI TE STESSO. SEMPRE!

mercoledì 28 maggio 2014

Le lettere di Ex

L'avevo ignorato per tanto tempo, oggi ho deciso di aprirlo. 

Poco fa ho riaperto un album fotografico che mi aveva regalato il mio ex. Non lo aprivo veramente da tanto, da forse più di un anno.
Nelle foto ci siamo noi due che ci abbracciamo, al mare, in montagna e principalmente foto sue perché è sempre stato un egocentrico assurdo. Poi ci sono io senza barba che faccio tanto ridere, ma andiamo avanti.

Quello che veramente mi ha sorpreso è stato ritrovare delle vecchie lettere che mi aveva spedito quando ancora vivevamo lontani, in due nazioni diverse. Il fatto che ancora conservi queste lettere, per molti, sicuramente significherà che sono ancora attaccato a lui e perciò le lettere mi avranno sicuramente fatto male e invece...
Invece no. Più le leggevo e più mi sono reso conto di quanto quella persona non facesse proprio per me. Siamo stati insieme tre anni solo perché mi ero incaponito e ho voluto a tutti i costi rimanere con lui sebbene notassi che eravamo troppo diversi e c'erano troppi conflitti tra di noi. Anche perché ormai era entrato di prepotenza nella mia vita. Conosceva i miei amici e i miei genitori e i miei parenti. Mi sono ritrovato più di una volta a pensare che se ci fossimo lasciati sarebbe stata una gran rottura di scatole dirlo a tutti. Sono stato sempre una persona molto pragmatica, non mi giudicate maledetti.

Le sue lettere erano eccessivamente sdolcinate e vuote. Esatto, vuote penso che sia l'aggettivo che meglio identifica le lettere e quello che ho provato nel leggerle: vuoto.
Lettere piene di "te amo" "te quiero" "has cambiado mi vida por completo". Non era certo uno scrittore di romanzi e si notava (era anche abbastanza ignorante, se vogliamo mettere i puntini sulle "i"), però mentre le stavo rileggendo questa sera notavo quanto fosse diventata una consuetudine scriverci e dirci "ti amo". Non metto in dubbio i suoi sentimenti, anzi. All'inizio, soprattutto lui, era totalmente preso da me! Mi voleva addirittura sposare, avevo solo diciott'anni e lui circa ventuno

Non ho sentito niente proprio perché io sono cambiato. Non sono più il Pierpaolo del 2010 che era all'inizio di una delle sue prime relazioni sentimentali. Sono cambiato e questa relazione ha contribuito notevolmente a farmi cambiare il mondo in cui guardo il mondo. In meglio, adesso so che cosa voglio. Lo so.

Ho passato così tanti momenti con lui che non posso odiarlo. È facile dire "quello stronzo del mio ex" come fanno tutti. Io non lo odio, le cose non sono andate come volevamo e abbiamo finito per litigare per ogni cosa, però all'inizio abbiamo passato dei bei momenti. Quindi forse è per questo che tuttora conservo l'album con le lettere. Il giorno che me ne libererò sarà perché ormai non significheranno più niente per me, un po' come un libro del liceo o un vecchio pupazzo. 

Nel frattempo ho avuto un'altra relazione, ma non è stata così importante come questa. Ho già voltato pagina da tempo, tranquilli non ho avuto nessun ripensamento questa sera. 

Chissà che cosa mi riserva il futuro.


venerdì 23 maggio 2014

Quando il mondo virtuale si incontra nel mondo reale

Come molti dei miei lettori sapranno, sono ossessionato da Twitter.

Non so bene com'è successo. Mi sono iscritto per suggerimento di ex e ho mollato. Sì, ho mollato anche ex. Ho ripeso Twitter per prendere in giro Papa Benedetto XVI e ho smesso, anche lui ha chiuso col pontificato. Poi verso l'estate ho incominciato a tuittare a manetta e fino ai giorni nostri.
Tramite questa rete sociale così particolare ho conosciuto tante di quelle persone che praticamente ho più vita sociale di prima e anche prima stavo sempre fuori casa. Quindi per tutti quelli "se stai sempre su Twitter come fai ad avere una vita sociale" FOTTETEVI.

Vi ricordate Virtual Yui? Adoravo quel cartone
Ultimamente ho conosciuto un sacco di ragazze e ragazzi conosciuti su Twitter il più delle volte per strada o per locali. Io sono a favore di questo nuovo modo di conoscere le persone, anche se è ancora considerato molto da sfigati

- Come lo hai conosciuto?
- Emh, amici in comune!
- I suggerimenti di amicizia di Facebook non valgono.
- Ah.

Io non penso che sia da disagiati, anzi! È solo uno strumento in più. Per questo, vorrei condividere con voi che cosa ne penso di questo modo di conoscere le persone 2.0.

Per prima cosa riconoscere le persone. Certo, il popolo della Rete si ammazza di autoscatti o fauti, come li chiamo io, ma pecca di un uso smodato di filtri. La delusione da pensavo-fossi-diversa/o è SEMPRE dietro l'angolo.
Io, poi, sono così biondo e smemorato che non riesco MAI riconoscere le persone tramite la foto profilo. 

- Ma tu sei Pierpaolo di Twitter?
- Sì esatto! E tu invece?
- Sono *nome utente impronunciabile perché voi scegliere nomi normali mai*! 
- Aaaah sì... 

E poi passo la serata a chiedermi a chi minchia ho stretto la mano. 

Seconda cosa, notare le differenze tra personalità virtuale e personalità reale. Attraverso una maschera come Internet, protetti dal proprio computer, le persone si sentono più a loro agio di esprimere la loro personalità. I timidi diventano spavaldi e gli spavaldi mostrano il loro cuore tenero. Dal vivo, ovviamente, tutto cambia. Scopri che quella persona che credevi un pallone gonfiato invece non lo è per niente, anzi. 

Ci dovrebbero fare uno studio sociologico, non trovate?

Io vorrei tanto sapere che cosa ne pensa la gente di me dopo avermi conosciuto dal vivo e di quelli che invece mi hanno conosciuto solo sulla Rete.


sabato 17 maggio 2014

#èOra

Oggi è la giornata internazionale contro l'omofobia.

Condividete questo video creato da La Voce del Gattopardo un'altro mio collega blogger. Se cliccate sul link potrete avere maggiori informazioni.




#èOra di dire basta all'omofobia.

martedì 13 maggio 2014

#SalvaLaBarba

La Tana dell'Orsetto e Centochilidicaos uniti nella campagna #SalvaLaBarba.
                            

Perché? Perché sì. C'è poco da aggiungere, un uomo con la barba sta molto bene. Certo, deve anche essere curata! Mostra il tuo sostegno condividendo il post e tuittando con l'hashtag #SalvaLaBarba, allegando un vostro selfie. Anche su IG! 

                                                                 DITE NO AL RASOIO!