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martedì 29 luglio 2014

Banale

Crescendo ho imparato che le persone sono molto prevedibili. Anzi peggio, banali.
Quante volte avete ascoltato gli stessi discorsi triti e ritriti? Discorsi sul tempo come se ognuno fosse un presentatore di programma meteorologico.
Non sai di che cosa parlare? Parla del meteo.
Vuoi fare successo? Fa' qualcosa di banale ma allo stesso tempo sempre in voga.

Perché essere originali, allora? Vi faccio un esempio, io questo blog lo sto usando un po' a caso. Non c'è un argomento specifico, e non vuol dire che non ci sarà mai, forse un giorno, ma al momento è molto arrabattato. Se volessi guadagnare miliardi di visualizzazioni non dovrei far altro che scrivere qualche tutorial o barzellette e sarei a cavallo. E state tranquilli non c'è nemmeno bisogno di esserne in grado, basta copiare.

Quindi ripeto: perché essere originali

È una tendenza che è sempre esistita, sia chiaro, ma ultimamente è sempre più predominante nella Rete. La condivisione di contenuti, grazie alle reti sociali, è diventata sempre più facile. C'è chi anche solo condividendo i contenuti di qualcun altro può aspirare alla fama. Però anche chi crea questi contenuti non si spreme più di tanto le meningi. 
Solo le stupidaggini hanno successo e questo lo trovo molto triste.

Vuoi rendere virale un contenuto. Semplice. Parla di qualcosa generico tipo "Condividi se anche tu da piccolo odiavi la scuola" e BOM hai conquistato il tuo pubblico.

Io non ci sto.

Condividi su Facebook e Twitter e seguimi se anche tu respiri!1!11

venerdì 23 maggio 2014

Quando il mondo virtuale si incontra nel mondo reale

Come molti dei miei lettori sapranno, sono ossessionato da Twitter.

Non so bene com'è successo. Mi sono iscritto per suggerimento di ex e ho mollato. Sì, ho mollato anche ex. Ho ripeso Twitter per prendere in giro Papa Benedetto XVI e ho smesso, anche lui ha chiuso col pontificato. Poi verso l'estate ho incominciato a tuittare a manetta e fino ai giorni nostri.
Tramite questa rete sociale così particolare ho conosciuto tante di quelle persone che praticamente ho più vita sociale di prima e anche prima stavo sempre fuori casa. Quindi per tutti quelli "se stai sempre su Twitter come fai ad avere una vita sociale" FOTTETEVI.

Vi ricordate Virtual Yui? Adoravo quel cartone
Ultimamente ho conosciuto un sacco di ragazze e ragazzi conosciuti su Twitter il più delle volte per strada o per locali. Io sono a favore di questo nuovo modo di conoscere le persone, anche se è ancora considerato molto da sfigati

- Come lo hai conosciuto?
- Emh, amici in comune!
- I suggerimenti di amicizia di Facebook non valgono.
- Ah.

Io non penso che sia da disagiati, anzi! È solo uno strumento in più. Per questo, vorrei condividere con voi che cosa ne penso di questo modo di conoscere le persone 2.0.

Per prima cosa riconoscere le persone. Certo, il popolo della Rete si ammazza di autoscatti o fauti, come li chiamo io, ma pecca di un uso smodato di filtri. La delusione da pensavo-fossi-diversa/o è SEMPRE dietro l'angolo.
Io, poi, sono così biondo e smemorato che non riesco MAI riconoscere le persone tramite la foto profilo. 

- Ma tu sei Pierpaolo di Twitter?
- Sì esatto! E tu invece?
- Sono *nome utente impronunciabile perché voi scegliere nomi normali mai*! 
- Aaaah sì... 

E poi passo la serata a chiedermi a chi minchia ho stretto la mano. 

Seconda cosa, notare le differenze tra personalità virtuale e personalità reale. Attraverso una maschera come Internet, protetti dal proprio computer, le persone si sentono più a loro agio di esprimere la loro personalità. I timidi diventano spavaldi e gli spavaldi mostrano il loro cuore tenero. Dal vivo, ovviamente, tutto cambia. Scopri che quella persona che credevi un pallone gonfiato invece non lo è per niente, anzi. 

Ci dovrebbero fare uno studio sociologico, non trovate?

Io vorrei tanto sapere che cosa ne pensa la gente di me dopo avermi conosciuto dal vivo e di quelli che invece mi hanno conosciuto solo sulla Rete.


mercoledì 16 aprile 2014

Ossessionati dall'aspetto

Vi ricordate quando parlavo degli autoscatti (che io chiamo fauti, clicca qui per sapere il perché), ossia la follia dei mi piace e dei cuoricini che aumentano l'autostima? Oggi, vorrei parlarvi dell'ossessione per l'aspetto fisico.


L'aspetto ci condiziona tantissimo e non è assolutamente vero che chi è bello è un vincente e chi è brutto uno sfigato. In primo luogo, perché la bellezza e la bruttezza sono due fattori soggettivi e mutevoli. Vi faccio il classico esempio degli uomini della preistoria che preferivano le donne in carne e con i fianchi larghi, per questioni riproduttive, mentre adesso la moda costringe le modelle a morire di fame per un po' di fama.

La televisione, e non solo, hanno creato una sorta di bellezza oggettiva a cui tutti dovremmo aspirare.
Eppure ci sono persone che rispondono perfettamente a tutti i canoni di bellezza televisivi, ma hanno un'autostima bassissima. Com'è possibile?
Secondo me, ci sono due possibili spiegazioni. La prima è che magari da piccoli non eravamo per niente a nostro agio con il nostro corpo e, crescendo, abbiamo continuiamo a pensare di essere dei brutti anatroccoli. Oppure perché siamo stati sempre circondati da persone che hanno sempre minato la nostra autostima. 
Non è difficile trovare gente che non è in grado di accettare un complimento:

- "Come stai bene oggi"
- "No, dai. Non è vero".


C'è anche chi ci marcia molto su questo. Dice "no, ma che dici sono bruttissimo/a" per ricevere ancora più complimenti.

Esistono anche persone che sono convinte di essere degli adoni o delle fighe pazzesche e, magari, sempre basandoci sui canoni di bellezza televisivi, non lo sono per niente. E se la tirano, tirano, tirano (tra l'altro, secondo voi quando diciamo "se la tira" di preciso che cosa si tirano?). Diventano quasi insopportabili! Secondo me è anche colpa delle reti sociali, basta scoprirsi un po' per ricevere miliardi di cuoricini. Tzé! Venduti!

In sostanza, volevo chiedervi: ma voi chi odiate di più? 
I cessi o le cesse che se la tirano o i boni e bonazze che pensano di essere brutti brutti? 

Chi è peggio?
Chi si crede figo o figa
Chi ha l'autostima bassa

sabato 5 aprile 2014

2% di batteria

Ah, i bei tempi del Nokia 3330! 
Per quanto lo usassi, la batteria durava per giorni. Se lo usavi poco, tipo me perché ero troppo sfigato e tirchio per mandare mille SMS al giorno, durava addirittura una settimana intera.
Poi, di punto in bianco, hanno deciso che il telefono non poteva essere utilizzato solo per chiamare e mandare SMS. Si incominciò con il Wap e poi con gli schermi a colori, poi con le fotocamere, ecc.
Ma quello che ha veramente messo a dura prova le batterie dei nostri cellulari è stato il 3G. 
Sono state sviluppate milioni di applicazioni perennemente collegate alla Rete che ciucciano la batteria. CIUCCIANO FORTE!

Gli orsi polari sono orsi vecchi, quindi si lamentano sempre.

La cosa più brutta è che siamo totalmente condizionati da questo fenomeno. Io in primis. Se non ho la batteria al 100% non esco di casa. Quando sono in giro e vedo la batteria scaricarsi muoio un po' dentro.

È inutile fare discorsi moralisti del tipo "dovremmo usare di meno i cellulari e invece parlare con i nostri amici". ILLUSI! Ormai siamo già schiavi della tecnologia.

Ma non disperate, ci sono due soluzioni disponibili. O andate sempre in giro con un caricabatterie e fate la figura dei pezzenti chiedendo alla cassiera del bar "Scusa, non è che posso mettere il telefono sotto carica?".
Oppure comprate un caricabatterie portatile tipo questo (sì, lo so, sembra un vibratore) e passa la paura.

Tipo adesso, dovrei uscire però non penso di farlo fin quando la batteria non arriva almeno all'80%. ALMENO!