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domenica 15 giugno 2014

A cosa serve Google+?

Google, come avrete notato, negli ultimi mesi ci ha praticamente minacciato a iscriverci al suo social network. Della serie "o ti iscrivi o ti bruciamo casa. E NOI SAPPIAMO DOVE ABITI!".
Per quieto vivere molti, fra cui il sottoscritto, si sono iscritti. Sai, alla fine hanno reso anche facile l'iscrizione, bastava dire gugleplass e automaticamente si creava un tuo profilo. 

Adesso vi faccio una domanda e spero che mi rispondiate sinceramente. Ma voi...sì voi...Google +, cioè, ogni tanto, così tanto per...lo usate? 

Non conosco nessuno -NESSUNO- che lo utilizzi tutti i giorni. È una rete sociale morta ancor prima di nascere. Non bisogna essere degli analisti o degli esperti del settore per capire che il motivo per cui Google+ non ha sfondato è molto semplice: è troppo generico.

Facebook serve per gli amici e i parenti impiccioni, Twitter per commentare The Voice, LinkedIn per rimorchiare i colleghi e Instagram per far venire un'autostima da paura agli scaldabagni a motore. Invece Google+? 
Che verso fa? Non c'è nessuno che lo sa.



Quindi Google, cara Google, se mi leggi ti consiglio di rendere la tua rete sociale un po' più di nicchia. Non si può sempre fare tutto, suvvia. 
Che ne so, rendi Google+ un luogo adatto per parlare di modAH NO c'è già Pinterest. Mi disp.


venerdì 23 maggio 2014

Quando il mondo virtuale si incontra nel mondo reale

Come molti dei miei lettori sapranno, sono ossessionato da Twitter.

Non so bene com'è successo. Mi sono iscritto per suggerimento di ex e ho mollato. Sì, ho mollato anche ex. Ho ripeso Twitter per prendere in giro Papa Benedetto XVI e ho smesso, anche lui ha chiuso col pontificato. Poi verso l'estate ho incominciato a tuittare a manetta e fino ai giorni nostri.
Tramite questa rete sociale così particolare ho conosciuto tante di quelle persone che praticamente ho più vita sociale di prima e anche prima stavo sempre fuori casa. Quindi per tutti quelli "se stai sempre su Twitter come fai ad avere una vita sociale" FOTTETEVI.

Vi ricordate Virtual Yui? Adoravo quel cartone
Ultimamente ho conosciuto un sacco di ragazze e ragazzi conosciuti su Twitter il più delle volte per strada o per locali. Io sono a favore di questo nuovo modo di conoscere le persone, anche se è ancora considerato molto da sfigati

- Come lo hai conosciuto?
- Emh, amici in comune!
- I suggerimenti di amicizia di Facebook non valgono.
- Ah.

Io non penso che sia da disagiati, anzi! È solo uno strumento in più. Per questo, vorrei condividere con voi che cosa ne penso di questo modo di conoscere le persone 2.0.

Per prima cosa riconoscere le persone. Certo, il popolo della Rete si ammazza di autoscatti o fauti, come li chiamo io, ma pecca di un uso smodato di filtri. La delusione da pensavo-fossi-diversa/o è SEMPRE dietro l'angolo.
Io, poi, sono così biondo e smemorato che non riesco MAI riconoscere le persone tramite la foto profilo. 

- Ma tu sei Pierpaolo di Twitter?
- Sì esatto! E tu invece?
- Sono *nome utente impronunciabile perché voi scegliere nomi normali mai*! 
- Aaaah sì... 

E poi passo la serata a chiedermi a chi minchia ho stretto la mano. 

Seconda cosa, notare le differenze tra personalità virtuale e personalità reale. Attraverso una maschera come Internet, protetti dal proprio computer, le persone si sentono più a loro agio di esprimere la loro personalità. I timidi diventano spavaldi e gli spavaldi mostrano il loro cuore tenero. Dal vivo, ovviamente, tutto cambia. Scopri che quella persona che credevi un pallone gonfiato invece non lo è per niente, anzi. 

Ci dovrebbero fare uno studio sociologico, non trovate?

Io vorrei tanto sapere che cosa ne pensa la gente di me dopo avermi conosciuto dal vivo e di quelli che invece mi hanno conosciuto solo sulla Rete.


martedì 13 maggio 2014

#SalvaLaBarba

La Tana dell'Orsetto e Centochilidicaos uniti nella campagna #SalvaLaBarba.
                            

Perché? Perché sì. C'è poco da aggiungere, un uomo con la barba sta molto bene. Certo, deve anche essere curata! Mostra il tuo sostegno condividendo il post e tuittando con l'hashtag #SalvaLaBarba, allegando un vostro selfie. Anche su IG! 

                                                                 DITE NO AL RASOIO!

giovedì 8 maggio 2014

Come scrivere un buon tweet

Sono finito a usare Twitter, un po' me ne vergogno, per leggere i cinguettii di Papa Benedetto XVI, conosciuto anche come paparazzi. Mi faceva troppo ridere il pensiero che un Papa usasse Twitter. Poi ho smesso. Dopo quasi un anno ho ricominciato perché su Real Time non parlavano altro che di questa rete sociale.
Col tempo ho imparato ad apprezzare, se non amare, Twitter.

Ho scoperto che non sono stato l'unico, che dopo un primo utilizzo, ha detto: "MA COME FUNZIONA?". Twitter è particolare, non è Facebook dove ti suggerisce di aggiungere tutti i tuoi amici per avere subito un sacco di notifiche. Prima di poter sfruttare al meglio Twitter, bisogna faticare!

Non vi arrendete alle prime difficoltà!

Vi prometto che faticherete un po' di meno se seguirete queste semplici indicazioni su come scrivere un buon tweet. Incominciamo.

  • Non usare mille hashtag. Ho detto di non usarli, VI HO VISTO! Gli hashtag servono a collegare il vostro tweet a un particolare argomento. Sono molto utili per commentare un programma televisivo o un fatto del giorno. Ai primi utilizzi tutti abbiamo fatto l'errore di scrivere un tweet tipo:
"#Ciao amici! Mi sono appena iscritto su #Twitter! Mi dite come funziona?! #misentocosìbiondoadessocomedevofare #aiuto"
          Fate solo la figura dei coglioni.


  • L'ortografia. Un refuso può sempre scappare, se avete scritto male un tweet, cancellatelo. No, non si può modificare. Siete su Twitter, non su Facebook e gli anni '90 sono passati, non usate le abbreviazioni. Mai! No, nemmeno "cmq". 
  • Scrivete cose interessanti. Twitter è un posto ludico, si prende tutto molto alla leggera. Potete anche scrivere "Oggi ho mangiato la carbonara", ma almeno rendete il tweet più simpatico aggiungendo qualcos'altro. Tipo: "Oggi ho mangiato la carbonara. Ciao, prova costume, ciao". 
  • La punteggiatura. Avendo a disposizione solo 140 caratteri, la punteggiatura è tutto. Bisogna essere brachilogici ed epigrammatici. Le virgole e i punti possono dare il giusto ritmo al vostro discorso. Tipo: "Oggi ho mangiato la carbonara ciao prova costume ciao". Il messaggio è identico al precedente, ma non ha lo stesso impatto.
Spero che questi punti vi aiutino a superare le difficoltà iniziali con questa rete sociale così innovativa. 

P.S: Richiedere il follow back è da poracci. Mica siamo su Facebook.

lunedì 5 maggio 2014

Dimmi la tua altezza

Tutto è iniziato con un innocuo tweet:


Non lo avessi mai fatto. Ho letteralmente scatenato IL CAOS.
Ho ricevuto quasi 400 notifiche in meno di un'ora. Ho persino perso delle menzioni, è stato assurdo!

Visto che il tema dell'altezza sembra interessare tutti, ho deciso di raccogliere tutti i dati che mi avete dato e di crearci un grafico. Mi sono sentito così statista biondo!

Ecco a voi i risultati:



E tu? Quanto sei alta o alto? Inseriscilo nel grafico clicca qui.

mercoledì 30 aprile 2014

10 anni di Mean Girls

Non lo nascondo Mean Girls è sicuramente uno dei film che più amo. Sinceramente non ho nemmeno mai capito il perché, non è eccelso, non ha una fotografia fantastica eppure per molti hanno è stato un punto di riferimento per molte generazioni.

Oggi, mercoledì, ci si vestirà di rosa per festeggiare questo importante anniversario, sebbene la prima proiezione del film è avvenuta in California il 19 aprile 2004.
Perché di rosa?
No, io non ce la posso fare con le persone che non hanno mai visto Mean Girls. MA CHE DIAMINE DI FILM GUARDATE?!


Mi raccomando, oggi tutti in rosa! Ricordatevi di scattarvi un autoscatto e tuittare con l'hashtag #MeanGirls10thAnniversary oppure #MercoledìRosa.




giovedì 17 aprile 2014

Lucchetti e privacy

Per lucchetti non mi riferisco a quelli che deturpano ogni ringhiera e staccionata di questa città, partendo da Ponte Milvio. 
Maledetto Moccia, ti rendi conto di cosa hai fatto?

Mi riferisco alla vana ricerca di riservatezza tramite l'utilizzo di profili bloccati, detti anche lucchettati.


Facebook ha rivoluzionato il nostro utilizzo della Rete. Se ci pensate, prima, anche se non avevamo nulla da nascondere, era prassi comune nascondersi dietro uno pseudonimo. Dall'avvento di Facebook, che ci ha costretto a inserire il nostro nome e cognome, le cose sono cambiate.
Questa famosa rete sociale ci permette di aumentare i livelli di riservatezza, in modo che solo ed esclusivamente i nostri amici possano aggiungerci o cercarci. 
Infatti, nel tempo è diventata una sorta di salotto di famiglia o ritrovo di amici e, se devo essere sincero, trovo strano che le persone aggiungano così, su due piedi, il primo sconosciuto che hanno intravisto in un aperitivo, ma ognuno è liberissimo di fare quello che vuole.

Ma non è di Facebook che voglio parlare. Io quello che trovo trovo assurdo è lucchettare il profilo di Twitter o di Instagram o addirittura i blog.
Come ho detto prima Facebook è una piazza privata composta da amici, familiari e compagni di scuola, Twitter e Instagram NO.

Quando scopro che il vostro profilo è bloccato
Mi manda in bestia, ripeto IN BESTIA, vedere il famoso lucchetto accanto al nome di qualcuno su Twitter. Lo sai vero che è una rete sociale nata per essere pubblica? 
Tra l'altro, non aggiungono mica solo i loro cari amici, no. Aggiungono anche loro perfetti estranei. Quindi che senso ha?
Forse siete degli agenti dei servizi segreti? No, scrivete puttanate come tutti.

Ecco qualche esempio:

Buongiorno

Oggi sole. Yeee!

Cibo *foto di un piatto di pasta tristissimo in allegato*

Quindi mi chiedo: se non vuoi che i tuoi pensieri vengano letti da chiunque, che cosa diamine ci fai qui? Torna su Facebook. 

Qui, c'è gente che vi sta stolcherizzando e il vostro bloccare profili rende tutto più difficile. Tzé.