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domenica 11 maggio 2014

Eurovision Song Contest

Mi chiedo perché l'Italia non abbia partecipato per così tanti anni all'Eurofestival. È semplicemente un evento meraviglioso!
Io mi auguro sinceramente che lo abbiate visto tutti ieri sera (NdA sabato 10 maggio). Alla fine, come c'era da aspettarselo, ha vinto l'Austria con Conchita Wurst. Per chi non lo sapesse, in spagnolo sudamericano la parola concha significa sia conchiglia che vagina e wurst si capisce anche in Italiano che cosa significa. 


Sono felice che abbia vinto lei, la canzone è bella, la scenografia usata fantastica e, molti dicono che ha vinto grazie alla barba, beh non è vero. Ha vinto perché è brava, dovete riconoscerlo, però sicuramente la barba l'ha resa riconoscibile da tutti. Un po' come la bombetta simboleggiava Charlie Chaplin o il mantello Superman (non mi chiedete come mi sono venuti in mente questi esempi). 
Sicuramente ha sdoganato la drag barbuta sempre piaciuta, chissà che cosa ne pensano le drag professioniste.



Tra l'altro la sua vittoria ha rappresentato anche una "vittoria" se così vogliamo metterla per la comunità LGBT. Però sia chiaro, si tratta sempre di un concorso musicale, fa piacere vedere che esistano così tanti Paesi in Europa pronti a sostenere i diritti della comunità, ma non penso che la sua vittoria possa fare la differenza. Ma potrei sbagliarmi, eh.

Per il resto io durante la serata di ieri che l'ho passata con il computer in mano tuittando a manetta nella vana speranza di vedere uno dei miei cinguettii pubblicati (ho visto certi tweet osceni, insomma prossimo anno o cambiano persone che si occupano della parte sociale o LI DISINTEGRO). Dicevo, io ho passato la serata di ieri a tifare per Emma e per le Donatan & Cleo, il gruppo Polacco.

Emma perché sinceramente perché ha portato una bella canzone e chiaramente per amor patriottico, che a quanto pare sono uno dei pochi ad avere ancora. Gli insulti e le critiche rivolte a Emma mi hanno lasciato senza parole. Cavolo è un concorso, non dico che dovete amarla alla follia ma almeno sostenere il vostro Paese. Tutto qui.

E il gruppo polacco perché era semplicemente meraviglioso. Ma avete visto come fanno il burro? 

mercoledì 23 aprile 2014

Sei romano se...

Per chi non mi conoscesse, sono nato in Lombardia da genitori calabresi e veneti e vivo, da ormai dodici anni, a Roma. Ho passato metà della mia vita, praticamente tutta la mia infanzia, al nord e, invece, la mia adolescenza in centro Italia. Ogni estate, da quando sono nato, sono sempre andato a trascorrere le vacanze in Calabria. Questa mia particolare situazione ha fatto sì che io non mi riconosca né lombardo, né veneto, né calabrese e nemmeno laziale. 
Non ho radici. 
Quando mi chiedono di dove sono rispondo: italiano

Dicevamo, vivo da anni qui a Roma, eppure non mi sento affatto romano. Mi sento come un osservatore esterno, sono un casco blu. Vorrei condividere quello che ho notato in tutti questi anni di ricerca sul campo.


  • La pizza bassa. Avete mai mangiato una pizza romana? No? Bene NON LO FATE PER NESSUN MOTIVO AL MONDO! A Roma, per qualche strana ragione, mangiano una pizza molto molto molto bassa. Tipo un cracker. Ci ho provato tante volte a dir loro che quella non è una pizza, ma loro niente mi rispondono sempre "la pizza romana è bella scrocchiarella. Quella napoletana non la digerisco". Contenti loro. 
  • L'automobile. I romani hanno uno strano rapporto con questo mezzo di locomozione. In realtà, un po' in tutta Italia, ma qui si parla di romani quindi MUTI. I romani non posseggono un'auto, la amano. Non riescono proprio a farne a meno. Un po' li capisco. L'ATAC, l'azienda capitolina di trasporto pubblico, fa schifo. Conosco romani che non vanno mai in centro proprio perché non possono arrivarci in auto e organizzano le loro uscite con gli amici solo se si trova parcheggio. Praticamente a volte si passa metà della serata alla disperata ricerca di un parcheggio, mentre chi si è recato con i mezzi è già lì da un'ora. E questo ci porta al prossimo punto.
  • La puntualità. I romani non sono puntuali e io, ormai, mi sono adattato a loro. Si dimenticano sempre che Roma è una delle città più trafficate d'Italia e puntualmente si dimenticano che prima di poter arrivare a destinazione devono superare una selva di automobili tutte guidate da un unico conducente. Arrivati devono trovare parcheggio. Insomma, si finisce sempre per aspettare per ore.
  • I linguisti. Per qualche strana ragione, i romani pensano di essere i detentori della lingua di Dante. Appena giunto qui, avevo un accento tipicamente settentrionale, avevo dieci anni e i  miei genitori mi iscrissero alle medie. I bambini sanno essere crudeli, ma i bambini romani che si credono linguisti, ancora di più! "Non si dice calorifero si chiama termosifone!" e poi loro tranquillamente dicono "borZa". Valli a capire.


Questa era la mia lista basata, come potete ben vedere, dalle mie esperienze personali. Voi vivete a Roma oppure come me vi siete trasferiti? Che cosa aggiungereste a questa lista?